La prima parte del documento introduce il concetto di disabilità intellettiva, descritta come una condizione caratterizzata da limitazioni significative nel funzionamento cognitivo e nel comportamento adattivo, con esordio durante lo sviluppo. Viene sottolineato come questa condizione non sia una malattia, ma un insieme di difficoltà che possono variare in base all'ambiente e al supporto ricevuto. Le cause possono essere genetiche, biologiche o ambientali, e la diagnosi si basa su test standardizzati come il quoziente intellettivo (QI) e la valutazione delle abilità adattive.
Successivamente, il documento approfondisce i principali modelli teorici dell'intelligenza. Tra questi, il modello bifattoriale di Spearman distingue un'intelligenza generale da fattori specifici, mentre la teoria delle intelligenze multiple di Gardner amplia il concetto includendo diverse forme di intelligenza, come quella linguistica, musicale e interpersonale. Viene poi trattata l'intelligenza emotiva, considerata fondamentale per la gestione delle emozioni e delle relazioni sociali.
Un altro tema centrale riguarda la classificazione della disabilità intellettiva secondo sistemi internazionali come ICD-10 e DSM-5, che definiscono diversi livelli di gravità basandosi sul funzionamento adattivo e sulle capacità cognitive dell’individuo. Inoltre, si sottolinea il passaggio da un modello medico a un modello bio-psico-sociale, che considera il contesto come un elemento chiave nell’adattamento della persona.
La diagnosi e la valutazione delle difficoltà cognitive avvengono attraverso strumenti come il WISC-IV per i bambini e il WAIS-R per gli adulti, oltre a test specifici per le abilità adattive come la Vineland Adaptive Behavior Scale. Sono inoltre presentati i disturbi della comunicazione, che includono il disturbo del linguaggio, il disturbo fonetico-fonologico, la balbuzie e il disturbo della comunicazione sociale, evidenziando come possano influenzare la partecipazione scolastica e sociale.
Un focus importante è dedicato al disturbo dello spettro autistico, caratterizzato da difficoltà nella comunicazione sociale e da comportamenti ripetitivi. L'autismo viene analizzato sia dal punto di vista delle cause, che possono essere genetiche o ambientali, sia dal punto di vista delle strategie di intervento. Tra queste, l'approccio comportamentale Applied Behavior Analysis (ABA) si è dimostrato particolarmente efficace nel migliorare le abilità sociali e comunicative dei bambini autistici.
Il ruolo dell’insegnante è fondamentale nel processo di inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Il documento evidenzia l'importanza dell’adozione di strategie didattiche mirate, come l’uso di metodi strutturati, il rinforzo positivo e gli adattamenti curricolari. L'obiettivo finale non è solo l'integrazione, ma l'inclusione vera e propria, che prevede un coinvolgimento attivo della classe e una collaborazione con famiglie e specialisti.
In conclusione, il testo sottolinea come l'educazione inclusiva sia una sfida che richiede impegno e formazione da parte degli insegnanti, ma rappresenti anche un'opportunità per garantire a tutti gli studenti il diritto all'apprendimento e alla partecipazione sociale.